MIGRANTES: MONS. SAVIOLA, "SAN PAOLO IL MODELLO DELL’INCULTURAZIONE"

I migranti di oggi, nella grande maggioranza, in particolare i rom, i fieranti, i marittimi, come pure i profughi e richiedenti asilo e quanti si trovano "non per loro scelta in condizione di irregolarità di fronte alla legge, sono di fatto i più deboli e indifesi, in stato di permanente precarietà e insicurezza, emarginati e spesso proscritti dalla cosiddetta società civile". E’ quanto scrive oggi mons. Piergiorgio Saviola, direttore generale della Fondazione Migrantes, sull’agenzia della Fondazione "Migranti-press" a commento del messaggio di Benedetto XVI per la prossima Giornata mondiale delle migrazioni sul tema "San Paolo migrante – Apostolo delle genti". Mons. Saviola ricorda che l’Apostolo Paolo "ha sostato a lungo a predicare il Vangelo in città che si distinguevano per mescolanza di razze e di culture, come Roma in Occidente e Corinto in Oriente". Paolo, scrive il direttore della Migrantes, è "il modello esemplare dell’inculturazione: lui, ebreo, emigrato a Tarso, per nascita di doppia lingua e cultura ha ricevuto ed eseguito fino in fondo il mandato missionario". Paolo, inviato "ad una moltitudine di etnie e di popoli che avevano tra loro qualcosa in comune come la lingua e molte divinità, che tuttavia si distinguevano per grandi diversità, ha dovuto di continuo ‘inculturarsi’ con i destinatari del Vangelo". (Segue)