Una novità da valorizzare della "Fides et ratio" è, per Possenti, "il suo taglio antropologico, chiaro sin dai primi paragrafi che si riferiscono alla ricerca umana e al ‘conosci te stesso’". L’enciclica, precisa il relatore, "non guarda solo a restaurare e rilanciare la ‘filosofia cristiana’, ma vuole accompagnare sin dal primo passo l’umana ricerca di significato" e per questo pone in "costante relazione" filosofia, "ricerca di senso e verità". Per Possenti, inoltre, "il suo messaggio di fiducia nella ragione" porta con sé "un messaggio di fiducia nell’uomo, un invito ad osare, a non restringersi in orizzonti limitati e bassi: anzi nella crisi della dignità dell’uomo e della sua somiglianza con Dio l’enciclica ravvisa un cespite centrale del nichilismo", fenomeno che proprio in questo documento "il magistero della Chiesa moderna tratta per la prima volta, avendo il Vaticano II lasciato inevaso il tema". Purtroppo, secondo Possenti, "la risposta della filosofia e della teologia cristiana è stata evanescente, nel senso che lo stimolo iniziale dell’enciclica non è stato raccolto". Ancora oggi la lettura "che essa offre sul nichilismo è ignorata. Non è giunta l’ora – conclude il filosofo -, a dieci anni dall’uscita di ‘Fides et ratio’, di prendere conoscenza della novità del suo discorso in proposito?".