SINODO DEI VESCOVI: "DIALOGO" NEL RAPPORTO CON GLI EBREI

"Il riferimento al rapporto con gli ebrei è stato fatto spesso in aula". Così il card. Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Palo e presidente delegato del Sinodo dei vescovi, ha risposto oggi ad una domanda di un giornalista, durante la conferenza stampa di presentazione della "Relazione dopo la discussione". "E’ importante – ha spiegato il porporato – che l’Antico Testamento non sia tralasciato da noi cristiani, perché visto come libro o parte meno importante della Bibbia. L’Antico Testamento non deve essere tralasciato, ma letto alla luce di Cristo: è giusto dare il vero valore all’Antico Testamento, a testi a cui noi diamo un’interpretazione cristiana, sempre però in dialogo con i nostri fratelli ebrei". Sul "valore letterario e culturale", oltre che religioso, delle Scritture si è soffermato il card. William Josepd Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fedee presidente delegato del Sinodo, secondo il quale "è in atto un’espansione dell’interesse per le Scritture in tutto il mondo". Anche per il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, arcivescovo di Cape Coast (Ghana) e presidente dell’Associazione delle Conferenze episcopali dell’Africa occidentale, "il Vecchio e il Nuovo Testamento sono un documento religioso, ma anche di grande importanza letteraria. Spesso sentiamo parlare di un grande sentimento antiebraico, ma anche antireligioso".