Il summit dei 27 capi di Stato e di governo si chiude a Bruxelles con alcune decisioni assunte di comune accordo e altre questioni rimandate a dicembre, fra cui il futuro del Trattato di Lisbona. Nella bozza di Conclusioni diffusa dalla presidenza di turno francese, figura il via libera alla cosiddetta "unità anticrisi": "Il Consiglio europeo sottolinea l’esigenza di rafforzare la supervisione del settore finanziario europeo". Tale strumento dovrebbe intervenire in caso di "necessità di una reazione comune" alla instabilità dei mercati economici e finanziari. Sul versante clima-ambiente, invece, la presidenza ha ritenuto di inserire un passaggio nelle Conclusioni che andrebbe incontro alle perplessità espresse da alcun Stati membri, fra cui Italia e Polonia. L’Ue intende cioè "onorare gli impegni ambiziosi assunti in materia di clima" (il cosiddetto pacchetto 20-20-20), ma tale strategia dovrà tenere "rigorosamente conto del rapporto costi-benefici per tutti i settori dell’economia Ue e per tutti gli Stati membri".