L’OSSERVATORE ROMANO: VIAN, GIOVANNI PAOLO II "UN MISTICO IMMERSO NEL SUO TEMPO"” “” “

"Nella memoria del mondo resta l’immagine di quel Papa che trent’anni fa si presentò venuto da un Paese lontano e che subito diede visibilità alla Chiesa cattolica. Grazie soprattutto al moltiplicarsi dei viaggi internazionali che ne resero la figura familiare in ogni parte del pianeta, ma anche con un insegnamento imponente, radicato nell’amore di Cristo e in difesa dell’essere umano: un insegnamento ascoltato anche da moltissimi non credenti e che non resterà senza frutto". Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano, nell’edizione odierna del quotidiano della Santa Sede ricorda così Giovanni Paolo II a trent’anni dall’elezione al soglio pontificio (16 ottobre 1978). Un’elezione che, osserva Vian, "segnò davvero una svolta nella storia delle successioni sulla cattedra romana. Dopo quasi mezzo millennio" il collegio dei cardinali "tornò infatti a scegliere come vescovo di Roma un ecclesiastico che non era originario della penisola italiana. E per la prima volta a divenire Pontefice romano fu uno slavo. Da un Paese lontano, come disse subito Giovanni Paolo II alla città che amava sin dal tempo dei suoi studi e a quel mondo che presto avrebbe cominciato a percorrere da Papa. Con la passione di un mistico immerso nel suo tempo e il vigore di un’età relativamente giovane".” “