"Sotto il fuoco delle armi e la violenza delle guerre, collassa anche il sistema scolastico", denuncia il rapporto di Save the Children. La scuola è l’unica arma in grado di offrire a un bambino protezione, un senso di normalità e la prospettiva di un futuro migliore – spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia – . E’ ormai dimostrato, per esempio, che ad un aumento dell’1% dell’istruzione femminile, corrisponde una crescita del Pil dello 0,37% e che una maggiore scolarizzazione femminile può contribuire a prevenire circa 700.000 contagi da Hiv all’anno". E più armi leggere ci sono, più saranno i bambini soldato. Per questo "è importante ridimensionare l’attuale impiego di risorse finanziarie per l’acquisto di armi e incrementare sensibilmente gli stanziamenti in favore dell’istruzione dei bambini in nazioni in conflitto, sia da parte dei governi di questi paesi, sia da parte dei paesi del G8, Italia compresa". Per quanto riguarda l’Italia, si legge nel rapporto, "ha trasferito armi di piccolo calibro e leggere a nazioni quali Afghanistan, Algeria, Burundi, Chad, Colombia, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Nepal, Nigeria, Pakistan, Sierra Leone e Uganda. Nazioni che hanno vissuto o tuttora vivono conflitti o dove sono attestate violazioni dei diritti umani, compreso l’arruolamento dei bambini". (segue)