DIOCESI: LE "TRE CERTEZZE" DI MONS. IANNUCCI MORTO IERI A PESCARA

"Per aiutare i fedeli a vivere da veri cristiani il ricordo dei defunti non basta accendere per essi i ceri, perché si consumano, portare sulle loro tombe i fiori, perché si disseccano, versare lacrime, perché si asciugano. È specialmente necessario pregare per i defunti sulle tombe e nelle chiese": è uno dei pensieri di mons. Antonio Iannucci, vescovo emerito della diocesi di Pescara-Penne, morto ieri all’età di 94 anni e ricordato con una nota dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. Le parole citate sono tratte da uno scritto del vescovo in data 30 ottobre 2005. In esso mons. Iannucci proseguiva dicendo: "Voglio ricordare le sublimi parole che Sant’Agostino eleva a Dio nella città di Ostia in occasione della malattia e della morte della madre, Santa Monica che si rivolge ai figli Agostino e Navigo con queste fulgenti parole: Ponete questo mio corpo dove volete; non vi preoccupate di esso. Vi domando solo che mi ricordiate presso l’altare del Signore in qualsiasi posto vi troverete!". Mons. Iannucci parla a questo punto di "tre certezze nei rapporti coi nostri defunti". La prima è che "con loro è possibile una conversazione celeste", la seconda è "la continuità tra la nostra conversazione con Dio e con i santi", la terza è che i defunti "hanno bisogno della nostra preghiera". I funerali si svolgeranno domani a Pescara alle ore 16.