È necessario e urgente "tenere unita la Scrittura, la Tradizione e il Magistero, perché il credente possa comprendere meglio le grandi questioni del nascere e del morire, della famiglia e della libertà, dell’amore e della legge naturale, dell’eutanasia, della fecondazione… e le sappia presentare anche ai non credenti, per i quali la Bibbia vale solo per la forza degli argomenti". È quanto ha affermato questa mattina il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, intervenendo alla sedicesima congregazione generale del Sinodo dei vescovi (Vaticano, 5-26 ottobre). "Quando la Chiesa parla di questi temi ha detto il card. Bagnasco non fa ingerenza, non va fuori della sua missione evangelizzatrice, ma è dentro alla sua missione. Nello stesso tempo serve le culture e le società perché possano diventare più umane. E esattamente questo lo spirito e lo scopo del «Progetto culturale» che la Cei porta avanti dal 1995 in Italia". (segue)