GIOVANI E LAVORO: CONVEGNO CEI, "UNA VITA PRECARIA"

"Precario, sfruttato, con partita Iva, con pochi diritti e un futuro lavorativo tutto da scrivere". Questo l’identikit del giovane che cerca di entrare nel mondo del lavoro. È quanto è emerso nei laboratori di progettazione svoltisi nel corso del convegno nazionale Cei "Giovani e Lavoro" che si chiude oggi a Roma. "I piccoli imprenditori si sentono precari e sviliti nella propria professionalità. Spesso – denuncia Davide di Macerata, di professione ingegnere civile – dopo dieci anni di studio, magari all’estero, ci si sente sfruttati, costretti ad aprire una partita Iva all’unico scopo di sgravare il datore di lavoro dai costi della contrattualistica". Partite Iva che mascherano un lavoro dipendente. Secondo Giovanni Gut del Movimento Cristiano Lavoratori "manca la consapevolezza che il lavoro abbia un senso e una dignità – sostiene -, sempre più spesso questo non viene riconosciuto ed è dovuto principalmente alla eccessiva mercificazione del lavoro stesso. Esistono però diritti e tutele ma non si conoscono e non vengono reclamati". "Le ansie di questa generazione in campo lavorativo ruotano tutte attorno al senso di precarietà – commenta un rappresentante della Fondazione Operti di Torino – e generano fragilità anche nelle relazioni sociali e interpersonali".