Benedetto xvi si è poi riferito al secondo punto della Dei Verbum: "Se scompare l’ermeneutica della fede ha detto, secondo quanto riferisce l’Osservatore Romano al suo posto si afferma l’ermeneutica positivista o secolarista, secondo la quale il divino non appare nella storia. E si riduce tutto all’umano, come nell’attuale ‘mainstream’ dell’esegesi in Germania, che nega la risurrezione di Cristo e la fondazione dell’Eucaristia da parte del Figlio di Dio". Secondo il Papa, dunque, "non ha ragion d’essere il dualismo che attualmente separa teologia ed esegesi: una teologia che non si basa sull’interpretazione della Scrittura è una teologia senza fondamento, come non ha fondamento un’esegesi che non sia teologica". "Per venire al pratico ha concluso Benedetto XVI dovremmo allargare la formazione dei futuri esegeti".