“L’Italia ha un deficit di popolazione giovanile spaventoso: dal 1982 al 2008 ha perso il 42% dei giovani 19enni, una contrazione, dovuta al calo delle nascite, del 48% in regioni del nord, minore nel sud. Dobbiamo fare i conti con questi dati: i giovani stanno diventando sempre meno visibili, fisicamente ne troviamo di meno”: lo ha detto Andrea Cammelli, presidente di “Alma Laurea”, l’istituto interuniversitario per lo studio dei laureati in Italia, istituito da 51 atenei del nostro paese. Parlando al convegno “Giovani e lavoro” in corso a Roma, Cammelli ha sottolineato che gli stessi giovani “stanno diventando ‘afoni’ perché non si fanno sentire o lo fanno poco. Inoltre di loro si parla nelle campagne elettorali, facendo promesse varie, di cui poi ci si dimentica il giorno dopo la chiusura delle urne. I fondi che vengono più spesso tagliati sono quelli destinati a istruzione e ricerca. Questo non aiuta certo il paese a crescere”, ha sottolineato Cammelli. Alma laurea ha raccolto oltre 1 milione e 100 mila curricula, che vengono venduti alle aziende che ne fanno richiesta nella loro ricerca del personale. “Purtroppo rileviamo che oltre il 20% degli immatricolati abbandona gli studi durante il primo anno del corso: questa è una grave perdita ha detto il docente specie per l’Italia che ha il più basso numero di laureati rispetto agli altri paesi industrializzati”.