"Il riconoscimento della dignità dell’esistenza di ogni essere umano deve essere il punto di partenza e il riferimento di una società che difende il valore dell’uguaglianza e si impegna affinché la malattia e la disabilità non siano criteri di discriminazione sociale e di emarginazione". Da questo assunto, tratto dal "Manifesto per il coraggio di vivere e di far vivere" del centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica, muove il convegno "Le sfide del ‘prendersi cura’. Etica, diritto e deontologia nell’assistenza al malato grave" in programma il 24 ottobre all’Università degli studi di Macerata. Promosso dall’Ateneo, dal suddetto Centro di bioetica, e dall’Associazione marchigiana di Bioetica, l’incontro proporrà una riflessione sui profili etico-antropologici, relazionali ed etico-giuridici del prendersi cura, nella convinzione che lo sviluppo della medicina "è stato ed è reso possibile solo da una concezione ‘positiva’ dell’esistenza umana, capace di accettare la sfida dell’assistenza e della cura anche di fronte alla patologia più severa e al declino fisico e psichico della vecchiaia". In programma la presentazione di alcune esperienze. Tra i relatori, Adriano Pessina (Università Cattolica), Luigi Alici (Università Macerata), Antonella Surbone (New York University) e Giovanni Battista Giuzzetti (Centro don Orione, Bergamo).