PUGLIA

Musei più belli e accessibili

Grazie al Fondo europeo: destinatari anche quelli ecclesiastici

La Regione Puglia, nell’ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-13, ha promosso il bando “Riqualificazione e valorizzazione del sistema museale”, mettendo a disposizione 25 milioni di euro per i musei degli enti locali e degli enti ecclesiastici, con un massimo, per questi ultimi, di 5 istanze per diocesi. Le istituzioni museali interessate dal bando – che scade negli ultimi giorni di marzo – sono tre: “In corso di attivazione”, “in stato di funzionamento” e “in stato di funzionamento avanzato”. Le spese ammissibili a finanziamento riguardano i lavori infrastrutturali, compresi eventuali restauri di opere da esporre, e il potenziamento e miglioramento di servizi, tra cui esecuzione di lavori, impianti e forniture per il completamento delle strutture; adeguamento degli standard di sicurezza; fruibilità dei soggetti disabili; didattica. In Puglia vi sono 21 musei diocesani e un museo storico.Segnale di attenzione. Il bando è “un significativo segnale di attenzione per i musei ecclesiastici”, in quanto “produttori e custodi di tesori di cultura, d’arte e di fede”, con l’obiettivo di “promuovere il loro inserimento nella rete dei musei e il potenziamento degli strumenti di valorizzazione”, esordisce don Gaetano Coviello, incaricato regionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale pugliese. “Le proporzioni tra costi ammissibili per lavori e spese ammissibili per promozione sono un invito a realizzare lotti funzionali, inseriti in un programma più vasto nel tempo, ma che può cominciare presto a prendere corpo”. Coviello segnala, tuttavia, che “i musei ecclesiastici potrebbero incontrare difficoltà nel sostenere le spese non ammissibili a finanziamento come quelle tecniche”. Questo “cofinanziamento in via di fatto”, che si viene “a rendere necessario”, non tiene sufficientemente conto del fatto “che i musei non sono fonte di guadagno”, ma generalmente “costituiscono un onere finanziario a carico dei proprietari o gestori”. Inoltre, “il riferimento per i musei ecclesiastici agli standard statali, se da un lato può essere inteso come un incoraggiamento”, dall’altro “può costituire un impedimento per alcune realtà”. Anche se sarebbe stato meglio prevedere una graduatoria per gli enti pubblici e una per gli enti ecclesiastici, nel bando “sembrano esserci alcune attenzioni alla situazione gestionale e organizzativa dei musei ecclesiastici”. Musei diocesani qualificati. I musei diocesani pugliesi vogliono “camminare e crescere insieme”, tuttavia “non è sempre facile investire il tempo, le energie e la pazienza necessari”. “La nuova evangelizzazione e il Progetto culturale – prosegue l’incaricato regionale – dovrebbero ispirare nuove azioni di promozione dei nostri beni, sia ad intra – ad esempio tra i fedeli e le nostre Facoltà teologiche – sia ad extra, ad esempio collegandosi con le università”. Un’altra difficoltà è quella di “essere visti come ‘privati’ e ‘imprenditori dell’arte sacra’ e così trattati”. Tuttavia, evidenzia Coviello, “i musei diocesani generalmente in Puglia sono tutti ben qualificati”. L’auspicio è “di poter valorizzare queste realtà grazie all’attivazione del protocollo d’intesa tra Regione e Conferenza episcopale pugliese, sottoscritto nel 2004, che ha la finalità di armonizzare e ottimizzare gli interventi sul patrimonio storico, artistico e culturale di enti e istituzioni ecclesiastici e, in particolare, della Commissione paritetica per i beni culturali ecclesiastici”. Una strada per la crescita comune in Puglia può essere “la dimensione didattica della proposta museale, all’interno della formazione catechetica nelle parrocchie e di quella culturale scolastica”. Attenzione notevole. “Chiaro e ben fatto”, è il giudizio di Giacomo Carito, direttore dell’Ufficio diocesano beni culturali di Brindisi-Ostuni e direttore del museo diocesano, sul bando regionale. “Stiamo concorrendo per il completamento del museo diocesano di Brindisi e della sezione di Ostuni, costola del museo di Brindisi”, dice. Con il bando la Regione sta dimostrando “un’attenzione notevole” e ha messo a disposizione una “congrua” quantità di denaro. Inoltre, “la Regione ha preferito completare piuttosto che imbarcarsi nella realizzazione di altre strutture. Mi sembra più saggio far funzionare ciò che non funzionava bene o che era da completare”. La tipologia degli interventi previsti “mi sembra che copra la gamma dei bisogni; almeno i nostri tecnici si sono detti soddisfatti”. L’esperienza dei musei diocesani, prosegue, “è positiva. Ci sono problemi di gestione dove non c’è un flusso turistico consistente. Perciò noi contiamo sulla sezione di Ostuni”. Ma “il problema della gestione riguarda tutti i musei del Sud e non sono quelli ecclesiastici; la difficoltà sta nel tenere i musei aperti”. In diocesi, rende infine noto, “esiste una struttura cooperativa nata nell’ambito del Progetto Policoro, di cui fanno parte laureati in beni culturali con formazione specifica”, che gestisce molti siti culturali diocesani. a cura di Antonio Rubino(21 marzo 2012)