“Il 30% dei giovani tra 20 e 24 anni si è fermato alla licenza media, il 23,5% non si è inserito in alcun canale formativo. La dispersione scolastica e formativa si è ridotta ma è un problema non risolto: è del 20% secondo l’Isfol. Dei 27 paesi dell’Europa allargata sono dietro a noi solo Malta, Spagna, Portogallo, Bulgaria e Romania”: questi dati sono stati commentati, durante il convegno CEI su “giovani e lavoro”, da Giorgio Santini, segretario confederale CISL. “Esiste un’alta percentuale di giovani in Italia che affronta il mercato del lavoro esponendosi a un forte rischio di marginalità e di fuoriuscita dalla nuova ‘società della conoscenza’. E’ difficile che questi giovani recuperino in seguito le conoscenze non acquisite nel sistema scolastico e formativo”. Santini ha anche notato che “c’è una ‘circolarità della dispersione’ per cui sono i giovani più istruiti quelli che accedono a ulteriori opportunità formative, mentre restano di solito esclusi quelli che ne hanno maggiore bisogno. Urgono quindi interventi mirati in questa direzione”.