Bastano 25 euro per garantire ad un bambino, per un mese, una vita "dignitosa e protetta dalla guerra" che sta coinvolgendo la popolazione del Nord Kivu nella Repubblica Democratica del Congo. A farlo presente è il Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo), richiamando l’attenzione su una guerra "dimenticata pressoché da tutti i media occidentali", e ricordata invece da Benedeto XVI nell’Angelus a conclusione della canonizzazione della prima santa indiana, avvenuta domenica scorsa. Al Centro Don Bosco di Ngangi, dove normalmente 1.500 ragazzi e ragazze trovano la possibilità di vivere e di studiare, "da due mesi si legge in una nota le presenze erano raddoppiate e le bocche da sfamare ogni giorno erano diventate 3.000, ma da una settimana si sono aggiunti 800 nuovi allievi, figli degli sfollati sistemati intorno al Centro salesiano". Per permettere a tutti di seguire le lezioni si sono approntati doppi turni: la mattina i ragazzi giù presenti nel Don Bosco, mentre il pomeriggio è la volta dei nuovi arrivati. Di qui l’appello del Vis "per garantire cibo quotidiano, scuola, gioco, vestiti" e "sostenere la speranza di questi ragazzi". ” ” ” ” ” “