"Il Signore è il mio pastore. È proprio questo il volto più popolare, ma insieme più evangelico, di Giovanni XXIII che da subito, e poi in continuità, venne chiamato il Papa buono". Con queste parole il cardinal Tettamanzi ha ricordato il beato Giovanni XXIII nella messa celebrata ieri sera a Sotto il Monte, coi vescovi delle diocesi lombarde. "È lo stesso volto che la liturgia contempla nella colletta della Messa d’oggi quando si rivolge in preghiera a Dio onnipotente ed eterno ha continuato il cardinale – perché nel beato Giovanni papa ha fatto risplendere per tutto il mondo l’esempio di un buon pastore". Certo "il buon pastore è uno solo: Dio che a noi si è rivelato in Gesù" ma è possibile rileggere le tappe del sacerdozio e dell’episcopato di papa Giovanni come "crescente donazione della propria vita per il bene delle anime affidate". Donazione, ha proseguito Tettamanzi, "che si intensifica e si dilata fino a tutta la Chiesa e l’umanità intera". Tutti siamo chiamati a dare la vita nell’umiltà e nel coraggio dei gesti quotidiani, così come papa Giovanni. (segue)