GIOVANI E LAVORO: AMBROSINI (SOCIOLOGO), "SCARICATO SU DI LORO IL ‘RISCHIO D’IMPRESA’"

“La flessibilità richiesta dai sistemi economico-produttivi si traduce non di rado per i giovani lavoratori in termini di precarietà: ciò significa che il ‘rischio d’impresa’ tende ad essere addossato a loro”: lo ha detto oggi il sociologo Maurizio Ambrosini relatore al convegno “Giovani e lavoro” promosso a Roma dall’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro. Sono presenti operatori della pastorale sociale e del lavoro delle diocesi italiane, animatori e aderenti delle associazioni professionali e giovanili (Acli, Mcl, Ucid, Compagni delle Opere, Gioc, Coldiretti, Confartigianato ecc.). “Dopo essersi de-mercificato nel corso del ‘900 – ha continuato il sociologo – il lavoro tende ad essere nuovamente trattato come una merce, ossia spogliato di garanzie e di benefici sociali: ai giovani di fatto si dice ‘ti faccio lavorare e ti pago per quanto vali, se e fino a quando mi servi”. Il sociologo ha poi descritto la caratteristica del lavoro offerto per lo più ai giovani oggi: “Esistono in Italia ormai oltre 20 regimi occupazionali diversi ed è spesso difficile per una persona, specie se giovane, specificare la sua posizione occupazionale (dipendente o autonomo, occupato o in cerca di lavoro). Certi luoghi di lavoro, come il call center, sono diventati ormai emblematici della condizione dei giovani lavoratori, anche istruiti”. (segue).” ” ” “