SINODO DEI VESCOVI: SFEIR (LIBANO), "PIÙ DIFFICILE" LA "CORDIALITÀ" ISLAMICO-CRISTIANA” “

"La situazione dei cristiani in Libano sta diventando sempre più critica e difficile", e "se continua così dovremmo cominciare a chiederci quanti cristiani resteranno". A lanciare l’allarme è stato il card. Nasrallah Pierre Sfeir, patriarca di Antiochia dei Maroniti, intervenuto alla Congregazione odierna del Sinodo dei vescovi. Al centro del suo intervento, ha riferito ai giornalisti don Giorgio Costantino durante il briefing di oggi, il rapporto tra cristiani e musulmani. Fin dall’inizio del VII secolo, ha ricordato il cardinale, "il Libano si caratterizza per la cordialità islamico-cristiano", rimasta tale "nonostante alcune difficoltà che hanno segnato la stria comune". "Negli ultimi 40 anni, tuttavia – ha proseguito il porporato – questa cordialità si è fatta più difficile, soprattutto perché ingerenze esterne hanno complicato la situazione". I cristiani, in particolare, "diminuiscono ogni anno di più". A mettere in guardia da "un’esegesi ideologica e politica delle Sacre Scritture" è stato mons. Guy-Paul Noujaim, vescovo di Cesarea di Filippo (Libano), secondo i il quale "ancora oggi c’è chi prende alla lettera la questione dellaterra promessa da Dio a Israele nella Bibbia". Al contrario, per il vescovo libanese è urgente una "corretta esegesi che permetta di recepire la Bibbia nella sua verità e totalità".