Dopo la notizia circa l’utilizzo in Calabria di rifiuti tossici dell’ex Pertusola come materiale edile, scende in campo anche l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, mons. Domenico Graziani, autore di un documento dal titolo "Per un’etica cristiana dell’ambiente". "Ferme restando le responsabilità singole e collettive", quanto accaduto scrive l’arcivescovo è "segno di un decadimento dell’etica nelle sfere economiche e istituzionali". Per mons. Graziani, "si tratta di dare corpo e realizzazione all’ethos ecologico. Esso passa attraverso diversi passaggi; innanzitutto l’impegno etico presuppone, in specie nella nostra comunità, un’indagine sui sistemi ecologici e sui meccanismi di equilibrio per tastare lo stress ecologico del nostro territorio". "Nello specifico spiega mons. Graziani – occorre avere la capacità di ‘sanzionare’ moralmente scellerate scelte politiche che violano la tutela ambientale e sono dannose per la salute dei cittadini". Il vescovo ritiene "legittima" la richiesta di un registro dei tumori ed "imprescindibile" la "necessità di un’indagine epidemiologica a tappeto sull’intero territorio crotonese" e, non ultimo, "la creazione di un presidio di trattamento medicale radiante, assente nella nostra provincia". Tutte queste azioni si legge ancora nel documento hanno "come asse portante una concezione delle relazioni economiche basate sul bene comune".