PUGLIA
Uno schema di ddl per recuperare gli “antichi mestieri” e dare lavoro ai giovani
La Giunta regionale della Puglia ha recentemente approvato lo schema di disegno di legge (ddl) “Norme per lo sviluppo, la promozione e la tutela dell’artigianato pugliese”. Il testo, che ha lo scopo di disciplinare unitariamente la materia, alla luce delle modifiche al Titolo V della Costituzione e delle norme relative alla semplificazione dei procedimenti amministrativi, dopo l’esame del servizio legislativo regionale tornerà in Giunta come ddl. Il testo prevede, inoltre, la presenza dei Cata (Centri di assistenza tecnica) per favorire, per esempio, l’innovazione tecnologica e organizzativa, la promozione commerciale e l’accesso a finanziamenti. Lo schema di ddl, infine, prevede interventi per la creazione e la successione nell’impresa, la tutela dell’artigianato tipico, artistico e tradizionale, e lo sviluppo e la qualificazione del sistema di garanzia creditizia a servizio dell’artigianato.Opportunità per i giovani. “È un passaggio essenziale per le imprese artigiane, che in Puglia costituiscono il 98% del totale e sono un valore aggiunto per il sistema economico, perciò ci auguriamo che l’iter del ddl, che seguiamo da 10 anni, sia in dirittura d’arrivo”. Questo il commento di Francesco Sgherza, presidente regionale di Confartigianato, sullo schema di disegno di legge (ddl), testo che è “a favore delle nostre imprese e servirà a snellire la burocrazia”, come le stesse imprese chiedono in maniera “pressante”. “La Puglia – aggiunge – è ricca di antichi mestieri artigiani, alcuni si sono persi o si stanno perdendo”; il ddl “va nella direzione del loro recupero e servirà a riposizionarli”, contribuendo così alla ripresa economica e “a dare lavoro a giovani”. La stessa Confartigianato “sta cercando di valorizzare la formazione per gli antichi mestieri e i giovani iniziano con curiosità, che poi si trasforma in entusiasmo”. Il testo, inoltre, “integra e migliora la legge regionale sull’apprendistato”. “Riscontriamo una domanda d’imprenditoria giovanile e femminile con la voglia di ereditare l’attività dei genitori, dei nonni o bisnonni”, così come il ddl intende favorire. Questo “è importante perché i giovani hanno una maggiore scolarizzazione, tanto che la percentuale di laureati e diplomati che intraprendono la strada dell’artigianato è in aumento”. Sono loro a “portare innovazioni nelle aziende e a favorire l’internazionalizzazione”. Sgherza giudica “assolutamente positive” sia “la presenza dei Centri di assistenza tecnica per l’artigianato, che saranno strumenti di ausilio alle associazioni e porteranno un aiuto tecnico alle imprese”, sia l’esperienza delle commissioni provinciali e regionali per l’artigianato, importanti per seguire con attenzione i passaggi d’iscrizione presso le Camere di commercio, che invece “la Regione vuole eliminare”.Artigiani e crisi. Con la modifica del Titolo V della Costituzione, “la Regione è diventata un riferimento importante, perché è responsabile degli interventi sulle attività produttive”, evidenzia il presidente pugliese di Confartigianato. La Regione “ha dimostrato attenzione alle imprese artigiane”, soprattutto grazie a un bando di 50 milioni per l’accesso a credito. “Faccio appello alle banche per sostenere l’iniziativa a garanzia dei prestiti bancari – dice Sgherza -. La crisi si è fatta sentire, gli artigiani hanno resistito grazie alla loro capacità di risparmio, ma anche questa risorsa si va esaurendo e aumentano le imprese che chiudono per fallimento”. “Spero – conclude – in un recupero soprattutto dell’edilizia, che è un volano per l’economia”.Meno burocrazia. Lo schema di ddl “ha l’intento di valorizzare un settore importante per numero d’imprese e prospettive”, afferma don Nicola Macculi, incaricato regionale per la pastorale sociale, del lavoro e la salvaguardia del creato. Ed esprime un'”attenzione dell’assessorato, che vuole dare un impulso e mettere ordine in una realtà frammentata” dalla burocrazia e “vuole favorire lo sviluppo”. “Lo snellimento delle procedure è utile sempre, e non solo per questo settore”, per “aiutare gli operatori e rendere meno scoraggiante intraprendere un’attività imprenditoriale”. Per don Macculi occorre capire se il ddl “può avere un seguito a livello operativo, in un clima di difficoltà occupazionale significativo in Puglia”. Il testo, inoltre, “può essere utile, a patto che le incertezze a livello di governo centrale non si riversino a livello regionale”. “I giovani non sono orientati alle attività artigianali, che però possono essere prese in considerazione” se il ddl ne “faciliterà l’avvio o la prosecuzione”, attraverso la successione. Senza continuità generazionale “c’è il rischio che i giovani guardino altrove o che le attività artigianali possano soffrire di una mancata innovazione”. Quello delle imprese artigiane “è un segmento che dovrebbe essere più tenuto in considerazione dalla Regione”. Il futuro, conclude, “passa da questo segmento visto che le grandi industrie, dopo un beneficio iniziale, presentano difficoltà economiche, ambientali e occupazionali”.a cura di Antonio Rubino(26 aprile 2013)