In Giappone nel 2008 vi sono state già 13 esecuzioni e almeno 100 persone sono rinchiuse nei bracci della morte. Qui le impiccagioni sono coperte dal segreto, i prigionieri sono informati della propria sorte solo qualche ora prima dell’esecuzione. In Pakistan sono circa 7500 le persone attualmente sotto condanna a morte, inclusi diversi minorenni al momento del reato. Almeno 135 persone sono state messe a morte nel 2007 in seguito a processi spesso caratterizzati da iniquità e da mancanza di giustizia per gli imputati. "Un anno fa, una grande maggioranza di Paesi ha votato a favore di una moratoria sulla pena di morte alle Nazioni Unite ricorda Irene Khan, segretaria generale di Amnesty -. Oggi chiediamo ai leader asiatici di agire per realizzare questo obiettivo e di ascoltare le richieste delle persone che, in ogni parte del mondo, si uniscono per chiedere la fine di questa punizione crudele e inumana". Oggi, più di due terzi dei paesi nel mondo ha abolito la pena di morte per legge o nella pratica. All’inizio di ottobre 2008, la cifra si è attestata a 137. Il 10 ottobre Amnesty international, la Coalizione mondiale contro la pena di morte, la Rete asiatica contro la pena di morte e altri gruppi abolizionisti organizzano iniziative in ogni parte del mondo. Fondata nel maggio 2002, la Coalizione riunisce 74 organizzazioni che agiscono insieme per liberare il mondo dalla pena di morte.