SINODO DEI VESCOVI: "REGOLE" PER UNA BUONA PROCLAMAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

Non leggere in maniera troppo veloce, rispettare la punteggiatura, usare bene il microfono, dare la giusta enfasi. Sono alcune "regole" per una buona proclamazione della Parola di Dio. A dettarle è stato mons. Peter William Ingham, australiano e presidente della "Federation of catholic Bishop’s Conferences of Oceania che intervenendo ieri pomeriggio al Sinodo ha sottoposto all’attenzione dei vescovi l’importanza del lettore perché "la parola di Dio possa essere compresa dal cuore e dalla mente di chi ascolta". "Quando i lettori proclamano la Sacra Scrittura – ha sottolineato il vescovo – devono accertarsi che la Parola di Dio sia ascoltata, compresa e, si spera, apprezzata". Una buona proclamazione – ha aggiunto – è "una cortesia nei confronti di coloro che ascoltano". Molti lettori invece "leggono in modo troppo veloce" mentre ad "ogni parola, in ogni frase dovrebbe essere dato il proprio valore grammaticale". Una buona regola, a questo proposito, può essere il rispetto per la punteggiatura attraverso la quale "si può modulare la voce in modo da aggiungere interesse a quanto viene proclamato". Attenzione poi all’uso del microfono che deve essere posizionato "in modo efficace". Altro rischio è la timidezza perché "una delle ragioni di una proclamazione povera può essere la mancanza di sicurezza del lettore di fronte all’assemblea.