"Occorre ripensare ad una nuova idea di assistenza religiosa nella sanità. I cambiamenti epocali, demografici, di scenario socio-economico e i progressi scientifici mettono in questione la natura e il significato della persona umana con tutte le conseguenze sull’approccio alla sua cura", per questo "bisogna ripartire dalla centralità della persona umana, intesa non solo nella sua accezione psico-fisica ma anche nella sua inesauribile domanda di spiritualità e completezza". Questo, in sintesi, il pensiero di don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio Nazionale Cei per la pastorale della Salute, che stamani ha concluso a Collevalenza (Perugia) i lavori del convegno nazionale dell’Aipas (Associazione nazionale di pastorale della salute ) "Per giustizia e per amore". "La salute – afferma don Manto – non può essere soltanto equilibrio psico-fisico e sociale della persona, così come afferma l’Oms. Secondo il concetto cristiano, la salute è la tensione verso l’armonia della persona in tutte le sue componenti, e permette di arrivare a compiere una vera e profonda riconciliazione della persona con se stessa". In questo modo "si attua il recupero della piena dignità dell’individuo". (segue)