"I governi devono negoziare con le forze terroristiche per due ragioni. Anzitutto per salvare vite umane, ma anche perché respingere il dialogo significa dar loro delle giustificazioni, significa isolare gli estremisti e i fanatici" spingendoli verso un ulteriore isolamento e la violenza. Ingrid Betancourt nel suo intervento al Parlamento europeo ha affermato che bisogna sempre "operare avendo fiducia negli esseri umani, bisogna dialogare, avere più amore". Ma ora che è diventata una figura-simbolo nel mondo, in quali paesi porterebbe la sua parola di pacificazione? "Anzitutto andrei in Africa risponde al SIR -, dove ci sono tanti drammi simili a quelli del mio paese, con guerre fratricide, povertà, corruzione e sfruttamento". "Andrei nello Zimbabwe, nel Darfur per abbracciare le madri e i bambini che soffrono, per abbracciare gli sfollati. Poi in Somalia, per portare parole di rispetto e in Congo, dove ci sono i bambini soldato". La Betancourt ricorda le "guerre alimentate dai fanatismi religiosi e politici" e afferma che "andrebbe in tanti Stati a portare segnali di serenità e di tolleranza". Poi aggiunge: "Ma il primo posto in cui andrei subito è il mio paese".