"Se si dovesse rifare oggi la grande riforma del Servizio sanitario nazionale, bisognerebbe non tanto parlare di prevenzione, la vera novità di allora non sempre andata a buon fine, ma di ottimizzazione e legalità delle risorse nel territorio e nella comunità locale. Perché ci sia più sanità per tutti": lo ha detto Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, intervenuto al convegno nazionale dell’Associazione italiana pastorale sanitaria "Per giustizia e per amore" che si chiude domani a Collevalenza (Perugia). L’istituzione, 30 anni fa, del Ssn, ha osservato De Rita, "ha segnato all’epoca una svolta: il passaggio da una logica mutualistica ad un servizio di diritto legato alla cittadinanza", ma "in parte ha rappresentato una sconfitta". "13 milioni di ricoveri ospedalieri annuali che si traducono in 78 milioni di giornate di degenza ha spiegato il sociologo – sono difficili da gestire adeguatamente. Oggi il Ssn è un sistema che nella sua governance ha fallito" e "la cui spesa è spesso fuori controllo", ma è "soprattutto un sistema non nazionale. C’è una grossa sperequazione a livello di sanità tra le regioni d’Italia, in special modo tra quelle del nord e quelle del sud".” “