Nella prima parte del suo intervento all’Onu, mons. Migliore ha deplorato gli "insolubili conflitti in molte regioni del mondo" che sembrano perpetuare la convinzione che "la violenza e la guerra possano prendere il posto della cooperazione e del dialogo per il bene comune" al conseguimento del quale si frappongono ancora molti ostacoli. Rammentando l’affermazione di Paolo VI "lo sviluppo è il nuovo nome della pace", il rappresentante della Santa Sede ha sottolineato l’urgenza di "concentrarsi sulle cause" che sottostanno ai conflitti. Preso atto dei "numerosi contrattempi nel nostro impegno di globalizzare la solidarietà verso i poveri", mons. Migliore ha espresso l’auspicio che "l’imminente conferenza sulla finanza per lo sviluppo in programma a Doha rappresenti per la comunità internazionale un’opportunità per consolidare le promesse e rinnovare la cooperazione tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo".