SALUTE MENTALE: CITTADINANZA (ONG), ANCHE NEI PAESI POVERI VI SIANO "CURE E SERVIZI ADEGUATI"

"Aumentare gli investimenti" e impegnarsi "affinché, anche nei Paesi a basso reddito, chi soffre di disturbi mentali abbia accesso a cure e servizi adeguati". È la richiesta che Cittadinanza, ong che si occupa di salute mentale, rivolge a "governi, istituzioni sanitarie, agenzie delle Nazioni Unite e attori della cooperazione internazionale" in vista della Giornata mondiale per la salute mentale che si celebrerà venerdì prossimo. "La malattia mentale – afferma il presidente di Cittadinanza, Maurizio Focchi – ha uno stretto legame con la povertà. Sebbene i disturbi mentali siano presenti ovunque, si rileva una maggiore incidenza nei Paesi a basso reddito". E nella maggior parte di questi Paesi, denuncia, "solo l’1% del budget per la salute pubblica è destinato alla salute mentale. Occorre quindi aumentare gli investimenti e soprattutto sviluppare una psichiatria di comunità, passando dagli ospedali e i grandi manicomi a servizi di cura diffusi sul territorio". Focchi invita perciò ong e società civile a "dare avvio a nuove collaborazioni tra Paesi, agenzie sanitarie e associazioni". Cittadinanza, fondata nel 1999, attualmente opera in India, Serbia e Albania con progetti di cooperazione mirati, oltre che alla cura e alla riabilitazione, anche al reinserimento nelle comunità delle persone con disabilità mentale.