RIFUGIATI: MONS. TOMASI (SANTA SEDE), SOLIDARIETÀ E "SRADICAMENTO DELLE CAUSE" (2)

Identificando nei "cambiamenti climatici", che "provocano scarsità di cibo e di acqua, degrado dell’ambiente e aumento dei disastri naturali", e nei conflitti i principali responsabili della "intensificazione degli esodi forzati" di milioni di persone, mons. Tomasi ha affermato la necessità di "risposte politiche, assistenza immediata e capacità tecniche"; ma ha precisato che "occorre mettere al centro del dibattito" sulla protezione di rifugiati e profughi "una chiara dimensione etica". Diversi gli strumenti di tutela: oltre alla Convenzione di Ginevra del 1951, il diplomatico vaticano ha rammentato recenti documenti riguardanti "nuovi gruppi bisognosi di protezione: apolidi, persone che rientrano e sfollati interni" e ha sottolineato l’urgenza di "adeguare gli strumenti giuridici all’evoluzione" del fenomeno. Tuttavia, ha ammonito, "anche se gli strumenti giuridici sono necessari, alla fine una cultura della solidarietà e lo sradicamento delle cause degli esodi forzati dovranno sostenere il sistema di protezione".