Arriva dall’America Latina la protesta contro i tagli ai capitoli degli italiani all’estero previsti dalla finanziaria 2009: meno 50 milioni di euro contro gli 82 milioni stanziati per i nostri connazionali l’anno precedente. Da San Paolo in Brasile, ma anche dall’Argentina e dall’Uruguay, dove si stanno svolgendo i congressi nazionali delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, giunge la presa di posizione delle Acli che chiedono al Governo di "riportare il capitolo di bilancio destinato agli italiani all’estero allo stesso livello della passata finanziaria". "Non si possono illudere a parole i nostri connazionali nel mondo e poi nei fatti operare in senso contrario", denuncia il presidente delle Acli italiane e delle Acli internazionali (Fai) Andrea Olivero. Per il responsabile della "Rete mondiale aclista", Michele Consiglio, "i tagli comporterebbero gravi e seri problemi per tutta la comunità degli italiani all’estero". Colpiti in particolare i corsi di lingua e cultura, l’assistenza e il funzionamento degli organi Comites e Cgie. "La lingua e la cultura – spiega Consiglio – rappresentano gli elementi fondamentali per alimentare l’identità italiana e promuovere l’Italia nel mondo. L’assistenza, poi, "è un modo per essere vicino a quanti, soprattutto anziani, vivono all’estero in condizioni indigenti".” ” ” “