"Favorevoli" al federalismo, a patto però che non venga "messa in questione l’unità del Paese" e la "solidarietà" fra le parti di esso. Questa, in sintesi, la posizione della Chiesa italiana sulle ipotesi di "riforma in senso federale" dello Stato, così come è stata espressa da mons. Betori durante la conferenza stampa di presentazione del comunicato finale del Cep. "L’articolazione strutturale di una società quanto più vicina alla gente fa parte del patrimonio tradizionale del cattolicesimo italiano", ha spiegato Betori citando Gioberti, Rosmini e in costituzionalisti cattolici: "Dire autonomie locali, strutture do governi più vicine alla gente sta nel Dna dei cattolici italiani e quindi anche dei loro pastori". Per questo i vescovi italiani si dicono "favorevoli" ad un "sistema che possa aumentare la responsabilizzazione", anche perché "uno Stato troppo statalista è una realtà impersonale", mentre "aumentare il rapporto tra i cittadini e coloro che hanno la responsabilità di guida del Paese non può non favorire una più oculata gestione di risorse". "Fatte salve, però, due cose", ha precisato Betori: "non può essere messa in questione l’unità del Paese" e non deve mai mancare la "solidarietà" tra le sue diverse parti. (segue)