Il Comunicato finale dei lavori del Consiglio permanente della Cei della scorsa settimana si sofferma quindi sull’educazione liturgica delle comunità cristiane, oltre che sulla formazione dei futuri presbiteri, occupandosi poi dello "scenario politico". A questo riguardo vengono ribadite le parole del card. Angelo Bagnasco, che nella prolusione ai lavori ha definito l’Italia "più che un Paese da incubo … un Paese che ciclicamente conosce gli spasmi di un travaglio incompiuto". Viene poi ribadito che "la legittima aspirazione a un modello federalista, soprattutto in campo fiscale, se può essere incentivo a una maggiore responsabilità nella gestione delle risorse, non può pregiudicare il principio della solidarietà e della comunanza dei destini, cardini dell’unità del Paese". La parte del documento che si occupa di questioni "politiche" riserva di seguito attenzione anche al tema dell’immigrazione e della eventuale legge sul "fine vita" ricordando che essa "sarebbe cosa ben diversa da una normativa che legittimi la nozione di testamento biologico, espressione di una cultura dell’autodeterminazione". Il comunicato ribadisce la necessità di evitare "forme mascherate di eutanasia, in particolare di abbandono terapeutico, e sia invece esaltato ancora una volta quel favor vitae che a partire dalla Costituzione contraddistingue l’ordinamento italiano". (segue)” ” ” “