Secondo Brague, nelle democrazie occidentali "il problema è che da qualche decennio a questa parte, lo Stato legislatore ha rinunciato a uno dei suoi compiti essenziali: educare i cittadini. In passato, le leggi non solo presupponevano una certa morale, ma al tempo stesso la promuovevano. Lo Stato assolveva a questo compito senza peraltro aderire a una morale specifica ammesso che questa espressione abbia un senso. Semplicemente, cercava di garantire le condizioni di un ordine sociale soddisfacente, da cui esso stesso dipende". Oggi, invece, "succede sempre più spesso che il legislatore pensi di essere sempre preposto al compito di registrare l’evoluzione delle mentalità, modificando le leggi in funzione delle oscillazioni della ‘domanda sociale’". Ma con questa espressione, obietta Brague, "il più delle volte si intendono gli slogan di gruppi di pressione, non necessariamente molto numerosi, i quali tuttavia pretendono di parlare in nome della società stessa. E quando tengono in pugno i media, riescono a far credere di rappresentare il pensiero della maggioranza".