"La fisica è una descrizione del mondo in categorie, con un linguaggio matematico che rappresenta le costanti nella natura", ha affermato il fisico Henry Blome, tra i relatori al Convegno su "L’importanza della scienza oggi. Fede e ragione sul banco di prova",che si chiude domani alla Pontificia Università Gregoriana. "Alcuni scienziati pretendono, invece, di estendere le teorie scientifiche ad una visione totalitaria della realtà, sopravvalutando la scienza naturale". L’Ottocento, in particolare, è stato il secolo dell’"ottimismo scientifico". Oggi, invece, "gli scienziati sono consapevoli che la pretesa di arrivare a spiegare l’origine del mondo è un’illusione". "Chiunque, da qualsiasi parte del Tevere sia ubicato, dichiari di avere una spiegazione certa sulle origini dell’Universo, dice una cosa non vera", ha dichiarato il fisico. "Ogni conoscenza dell’uomo è sempre limitata e incompleta", anche se "il grado di affidabilità della conoscenza scientifica è oggi molto alto". Per Blome, il rapporto tra scienza e fede è stato ben definito dal fisico gesuita Georges Lemaitre, un giorno, mentre ammirava la Cappella Sistina: "Credo a Dio, non al dito".