Il Cnca Lombardia, e in particolare le cooperative La Grande Casa e Lotta contro l’Emarginazione, attive da quasi trent’anni a Sesto San Giovanni (Milano), denunciano oggi le "inaccettabili condizioni di degrado" in cui viveva il ragazzo di 14 anni "senza nome" morto due notti fa nel rogo dell’area dismessa delle Acciaierie Falk. "Senza nome al pari di tanti altri che trovano la morte nel nostro Paese denunciano le cooperative -, mentre cercano un modo per rendere meno misera la loro vita e quella delle loro famiglie". Rinnovano perciò il loro impegno quotidiano continuando a chiedere "la tutela e l’esigibilità dei diritti per tutti, anche per questo esercito di invisibili che ci vengono rappresentati sempre e solo come minacciosi, come il pericolo maggiore per il benessere della nostra società". Per questo si dicono ancora una volta disponibili ad "un dialogo costruttivo e costante con le istituzioni, le forze dell’ordine, la politica e le parti sociali, la società civile, le associazioni, i cittadini", per costruire "opportunità e risorse reali e legali per le persone, soprattutto per i bambini e per i più vulnerabili".” “