Riguardo all’invito fatto al rabbino capo di Haifa, Sievers ricorda che in passato ci sono stati altri precedenti: "Già al Concilio Vaticano II il Papa aveva invitato degli ebrei come osservatori ma erano appunto degli osservatori mentre adesso è la prima volta che un rabbino sia invitato a prendere la Parola ad un Sinodo dei vescovi. Si tratta dunque di un evento di rilievo. Mi sembra che con questo gesto si voglia riaffermare l’importanza che ha per i cristiani non solo l’Antico Testamento ma anche l’interpretazione ebraica continuata della Bibbia". "Noi ha spiegato Sievers – possiamo capire meglio come Gesù stesso interpretava lo Scrittura, solo conoscendo la tradizione di interpretazione biblica dei rabbini. Ma anche l’interpretazione continuata fino al Medioevo e oltre dei rabbini può aiutarci a comprendere e ad inquadrare il significato e il valore dei gesti compiuti da Gesù, fino all’Ultima Cena". E poi gli ebrei hanno una "dimestichezza con il testo biblico" che può essere di esempio per i cattolici. "Lo stesso rabbino che interverrà al Sinodo sottolinea Sievers ha detto che già a otto anni lui sapeva a memoria buona parte della Torah".