Sottolineare "il valore positivo del vino, che per un territorio come il nostro è una ricchezza importante. Senza dimenticare però che anche una cosa buona, usata senza moderazione, può diventare dannosa": così in un’intervista al settimanale cattolico "Toscana oggi", mons. Mario Meini, vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello, spiega le ragioni della lettera inviata in questi giorni, tempo di vendemmia, alla diocesi. Intitolato "Il vino che allieta il cuore dell’uomo", il messaggio raccoglie i brani della Bibbia in cui si parla del vino. Nell’introduzione, però, mons. Meini fa anche un riferimento all’attualità: "Purtroppo le feste per la vendemmia sono spesso segnate da episodi deplorevoli di ebbrezza", che " si estendono all’anno intero" e "all’ubriachezza poi si legano anche altri fenomeni drammatici, come gli incidenti mortali sulle strade. Per questo ho voluto dedicare la lettera a tutti coloro che si impegnano perché il vino sia sempre motivo di festa e non diventi mai causa di pianto". "L’idea spiega il presule – è nata da una chiacchierata con il Prefetto, che mi ha illustrato tutti i rischi legati all’abuso di alcol, che riguardano purtroppo sempre di più i giovani. Da qui la richiesta che la Chiesa, una delle poche istituzioni ancora ritenute credibili, facesse sentire la sua voce".