DIGNITÀ UMANA: COLLOQUIO A PARIGI, "NEL NOSTRO FUTURO IL DIRITTO A CREARE E PARTECIPARE" (3)

Un rischio c’è, ha però avvertito Clerc: quello dell’"esclusione spaziale". E’ allora "dovere della collettività – ha ribadito – vegliare perché questa ristrutturazione urbana non venga dettata solo dal mercato. Perché non basta pensare a come ridurre i consumi o usare le fonti rinnovabili nella propria abitazione. Il problema è collettivo, quindi politico". Una inversione di rotta è necessaria anche nell’uso della risorsa acqua, come ha auspicato Evelyne Lyons, docente alla Fasse, ricordando gli squilibri esistenti nel mondo: rispetto alla soglia di 20 litri al giorno necessari ad una persona (secondo gli standard delle Nazioni Unite), la Germania ne consuma 150, la Francia 200, l’Italia 400 e Canada e Usa tra i 700 e 800 litri al giorno pro capite. Mentre 1 miliardo e 600 milioni di persone nel mondo non ha ancora accesso all’acqua. La sfida consiste nell’ideare e finanziare progetti che "permettano di disporre dell’acqua e di gestirla in maniera comunitaria", giungendo finalmente all’auspicato riconoscimento del diritto all’acqua come bene comune.