GERMANIA: CRISTIANI IN CINA. MONS. SCHICK (DBK), "LA CHIESA NON È LIBERA"

"La Chiesa in Cina non è libera, sebbene la situazione dei cristiani sia migliorata negli ultimi 25 anni": lo ha affermato mons. Ludwig Schick, arcivescovo di Bamberg, presidente della Commissione per la Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). "La cosiddetta Chiesa sotterranea vive nell’illegalità e non può esistere ufficialmente, la parte della Chiesa riconosciuta dallo stato è sotto costante controllo, nonostante certe libertà", ha dichiarato mons. Schick presentando l’iniziativa della Dbk "Solidarietà per i cristiani perseguitati e oppressi" per il 2008. “La questione dei diritti umani è un problema irrisolto. Ciò vale anche per la libertà di religione”, ha detto. Un compito fondamentale del Cristianesimo è rendere accessibile ai cinesi un’immagine non materialista della persona, per far fronte alla crisi di valori in atto nel Paese che sta conoscendo "un’evoluzione politica, economica e culturale difficilmente valutabile". Padre Anton Weber, direttore del China-Zentrum a St. Augustin, ha illustrato le difficoltà dei cristiani: "La libertà di religione è garantita dalla Costituzione; tuttavia, in Cina la religione non beneficia, o non beneficia ancora, della libertà richiesta dallo standard internazionale dei diritti umani".