P. Verspieren ha invitato ad una "seria prudenza" nella comunicazione dei risultati delle ricerche scientifiche all’opinione pubblica: "Bisogna essere semplici ma non riduttivi, senza nascondere nulla. Ma soprattutto bisogna evitare di lasciar infiltrare pericolose ideologie che tentano di ridurre l’uomo ad un oggetto, a negare la pari dignità di tutti gli esseri umani. Questo può portare molti abusi e ripercussioni negative sulla vita dell’uomo". Il gesuita ha citato come esempio aberrante alcune affermazioni di un docente dell’università di Princeton, secondo il quale la vita di una persona disabile ha meno valore di quella una persona sana. "Alcuni scienziati vogliono farsi grandi agli occhi dell’opinione pubblica ha denunciato anche perché così ottengono soldi per finanziare le loro ricerche". P. Verspieren ha parlato anche delle ricerche sui "cattivi cromosomi", che potrebbero permettere di identificare le persone "malvagie". "Dietro c’è l’ideologia di una razza superiore – ha spiegato -, e il presupposto che tutte le qualità umane sono biologiche e si trasmettono per via ereditaria. Con l’idea di prevenire la degenerazione della società isolando o addirittura sterilizzando i poveri in spirito". Da qui invito alla prudenza da parte di scienziati e comunicatori nel riferire temi così delicati. Perché, ha sottolineato, "alla scienza compete il dovere assoluto del rispetto della dignità umana".