STRAGE CASTELVOLTURNO: TRANI (CARITAS CAMPANIA), "NECESSARIA UNA SCALA DI PRIORITÀ" (2)

"Per comprendere pienamente l’esclusione sociale di cui sono vittime queste persone – suggerisce Trani – si dovrebbe andare sul posto per vedere quel territorio devastato. Quando alle persone non è riconosciuta nessuna dignità, poi è difficile chiedere loro conto del decoro sociale. Le stesse condizioni all’interno delle quali sono forzatamente costretti a vivere i migranti generano altri fenomeni di disgregazione sociale e materiale". Il problema è che "ghetti" come quelli in cui vivono oggi i migranti a Castelvolturno c’erano già una ventina di anni fa a Villa Literno, "ma si sperava che fosse un fenomeno destinato a scomparire" (quello di Villa Literno fu incendiato), "invece si vanno propagando e moltiplicando, con condizioni ancora peggiori rispetto al passato". "Il Santo Padre – ricorda Trani – in più di un’occasione ha rilanciato la necessità di assicurare condizioni di vita dignitose alle persone a prescindere dalla loro posizione di regolarità". Quello che colpisce, secondo l’esperto, è che "questo degrado, i luoghi dove si spaccia la droga o si esercita la prostituzione sono sotto gli occhi di tutti, spesso denunciati dalla stampa, eppure l’ordine pubblico non si interviene". "Personalmente – aggiunge Trani – sono molto allarmato sia dalla strage sia dalla reazione violenta, ma capisco la rabbia di queste persone". (segue)