Tra i motivi che rendono dura la vita a Castelvolturno è che si tratta di "un centro di smistamento, di rifugio degli stessi italiani delle periferie intorno (Napoli, Giugliano, Aversa)". Insomma, per padre Poletti, "è uno sversatoio di tutte le problematiche della zona e delle città attorno. È un territorio che in passato è stato marcato dall’abusivismo edilizio e dal problema dei rifiuti tossici, che si trovano sottoterra, nei laghetti, nelle cave di sabbia dismesse". E la criminalità? "A Castelvolturno afferma il comboniano – uso dire con un po’ di ironia che non si muove foglia che la camorra non voglia. Non sto dicendo, con questo, che i nostri politici sono coinvolti con la camorra, ma è quel fenomeno che si nota in tutto il mondo e che ho trovato anche negli Stati Uniti". E cioè? "Qui ci sono gli affari sporchi: la droga e la prostituzione; ma chi li organizza non vive qui, ma a Casal di Principe, Villa Literno, San Cipriano, paesi vicini". Castelvolturno, conclude il religioso, "è un paese complesso, che manca di un’identità fisica e culturale, oltre che essere deficitario per quanto riguarda il rispetto della legalità e dei valori legati alla legalità. È davvero un paese molto difficile. Il problema è che bisogna programmare il futuro per averlo migliore".