"Oggi la situazione a Castelvolturno è calma, dopo l’esplosione della protesta da parte degli africani dovuta alla strage e al sentirsi impotenti di fronte a questi episodi. La comunità africana è molto impaurita, perché già c’era stato un attacco, con un numero limitato di feriti, il 18 agosto e si chiede a chi toccherà la prossima volta". A parlare è il padre comboniano Giorgio Poletti, guida della "parrocchia di tutti gli immigrati della zona" e uno degli artefici della mediazione che venerdì scorso ha portato alla fine degli scontri. "Chiaramente prosegue il religioso – nella manifestazione di protesta hanno agito anche dei sobillatori di professione che vengono da fuori. I nostri africani si sono lasciati convincere. Poi abbiamo placato la manifestazione con la mediazione: adesso vedremo cosa faranno le autorità". Oggi pomeriggio è in corso una riunione in comune per valutare quello che c’è da fare. Il comboniano, comunque, avverte: "La pentola è esplosa qualche giorno fa, ora è tornata la calma, ma potrebbe tornare a esplodere in futuro. Qui i problemi, infatti, sono grossi". Quali? "Qui risponde padre Poletti – c’è una popolazione immigrata che vive ‘sommersa’ e non ha contatti con l’altra popolazione se non per piccoli servizi, per compravendita di cose o per i servizi di assistenza sanitaria". (segue)