"Il recupero del valore e della bellezza della liturgia antica non è in sostituzione del rito riformato, ma una ricchezza ulteriore". È quanto ha affermato padre Vincenzo Nuara, domenicano, guida spirituale di "Giovani e tradizione", associazione di Acireale (Catania) che ha promosso il convegno sul "Motu proprio Summorum Pontificum, una ricchezza per la Chiesa: un anno dopo" (Roma, 16-18 settembre). L’incontro, organizzato con il patrocinio della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", ha riunito a Roma (Istituto Maria del Bambino), circa 150 partecipanti, perlopiù religiosi, da tutta Italia. "La libertà di celebrare secondo il rito liturgico antico ha detto il domenicano permette un ritorno alle fonti del cristianesimo, in ordine alla comunione ecclesiale, dentro e fuori la Chiesa cattolica romana". Sul piano pratico, ha sottolineato padre Nuara, "c’è, però, necessità di una formazione canonica alla celebrazione di questo rito complesso, che richiede una adeguata preparazione teologica e liturgica".