GAY PRIDE A GENOVA: DOLDI (TEOLOGO), "NON SI OFFENDANO I PIÙ DEBOLI"

La Chiesa "non intende muovere alcuna crociata" nei confronti della scelta di ospitare a Genova nel 2009 la manifestazione del Gay Pride. Lo scrive il teologo Marco Doldi sul settimanale cattolico di Genova "Il Cittadino" (www.ilcittadino.ge.it). D’altro canto, si sa che la Chiesa "non cade nel facile pietismo che compatisce e, tanto meno, elabora qualche grossolana soluzione etica. Il suo insegnamento è da tempo noto: nessuna condanna o emarginazione per la persona che si trova nella condizione omosessuale, al contrario, sostegno ed aiuto perché possa vivere, come ogni altro, le esigenze del Vangelo, nella partecipazione alla vita ecclesiale". In talune diocesi, ricorda il teologo, esistono cammini pastorali specifici per chi si riconosce omosessuale, ma "nondimeno, la Chiesa valuta l’esercizio degli atti sessuali omo, come un disordine morale, in conformità con l’insegnamento biblico e secondo la Tradizione vivente". Gli atti sessuali intimi sono "coniugali", spiega Doldi, "perché manifestano la complementarietà dell’uomo e della donna ed esprimono la loro apertura alla vita. La verità dei fatti dice che ciascuno di noi è nato dall’amore di un uomo e di una donna". Comunque, "se la Chiesa non intende provocare alcuno, ogni Gay Pride porta con sé una marcata impronta anticlericale e, quindi, un’offesa ai credenti". (segue)