"Oltre alla potenziale esposizione a bombardamenti e cannoneggiamenti sottolinea l’organizzazione umanitaria – le persone costrette a lasciare le proprie case si trovano senza ripari, servizi igienici e acqua potabile". Inoltre, "il già grave impatto sulla salute sarà peggiorato dall’arrivo della stagione delle piogge tra un mese circa. Gli ospedali e le cliniche esistenti sono stati danneggiati dai combattimenti e, nonostante il sistema sanitario per il momento regga, se la crisi continuerà vi saranno gravi carenze di medicinali e forniture, nonché di personale medico qualificato". Msf è pronta "a tornare a Kilinochchi immediatamente"; nel frattempo, chiede che "il ritiro non pregiudichi i programmi in altre parti colpite dal conflitto nello Sri Lanka settentrionale, tra cui Vavuniya, Point Pedro nella penisola di Jaffna e Mannar". Msf ha operato in Sri Lanka dal 1986 al 2005 e ha ripreso le attività nel 2007 con 30 operatori umanitari.