"Il politico che si dice cristiano nel momento in cui fa politica, e dovrebbe esprimere in modo chiaro la sua testimonianza di fede, ritiene" di dover "mettere da parte la sua fede. Così il cristiano sposato" deve "mettere da parte Cristo, come se questi si opponesse al bene della famiglia stessa": per mons. Vittorio Mondello, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, "non saranno cristiani di questo genere poter testimoniare Cristo e a far incontrare l’uomo di oggi col suo amore salvifico". Nell’omelia per la festa della Madonna della Consolazione, patrona della Città dello Stretto, il presule ha osservato che "solo mettendo Cristo al primo posto, gli altri problemi politici, sociali, economici, religiosi potranno trovare valida soluzione". Oggi "abbiamo bisogno di cristiani pronti a dare la vita per Cristo. Non è più tempo di giocare a fare i cristiani, ma di esserlo con coraggio fino alle estreme conseguenze". Nella sua omelia il presule ha citato le persecuzioni dei cristiani in India ed in altre parti del mondo: "Fa meraviglia ha concluso – notare come tanti puntuali e accaniti difensori, per dir così, dei diritti umani, si siano in questo caso guardati bene dall’intervenire e dire una parola in difesa di tante persone rimaste senza casa e costrette a fuggire dalla loro terra. Qualcuno ha parlato di ‘assordanti silenzi’".