Sì ad un "uso simbolico" dell’espressione "particella di Dio", ma "facendo attenzione che con quella espressione non si voglia riproporre quell’atto divino, perché allora avremmo uno sconfinamento di prospettive". Rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale sull’evoluzionismo, mons. Ravasi ha puntualizzato che nell’attuale dibattito sulle origini dell’universo "l’uso di questa espressione è di tipo retorico, per cercare di rappresentare quell’evento che invece viene studiato in ambito scientifico con percorsi propri". In questo senso, "l’uso dell’espressione particella di Dio non è del tutto corretto, anche se ha precisato Ravasi dal punto di vista simbolico può avere il suo significato, perché quell’incipit assoluto è incastonato nella mente di tutti con le frasi della Genesi, che hanno di per sé un significato religioso". A proposito sul rapporto tra creazionismo e teoria dell’"Intelligentdesign" con l’insegnamento della Chiesa, Ravasi ha precisato:" Certamente il creazionismo fa parte della dottrina teologica, e come tale ha una sua elaborazione in ambito strettamente teologico. Se uso però questo materiale, e lo uso ideologicamente in campo scientifico, diventa impraticabile, diventa un elemento fuori contesto". (segue)