EVOLUZIONISMO: MONS. RAVASI, "NON È INCOMPATIBILE CON IL MESSAGGIO DELLA BIBBIA" (3)

La seconda virtù necessaria per un fecondo dialogo tra scienza e fede nell’ambito della teoria dell’evoluzione è per Ravasi "l’umiltà,che poi è la coscienza del limite", in virtù della quale "scienza e religione non sono in contrasto", perché "il pensiero serio ha bisogno di contributi molto diversi". Di qui la necessità di "superare una certa teologia del passato, che in maniera rigida perimetrava i campi della ricerca scientifica o la utilizzata solo in chiave apologetica", ma anche "l’arroganza di alcuni scienziati che sbeffeggiano chi si ostina nella fede, considerandola come un relitto del paleolitico intellettuale", di fronte alla "luminosa via" aperta dalla scienza. Ai teologi, infine, Ravasi ha chiesto "l’ottimismo nei confronti della scienza" –terza virtù per in dialogo tra scienza e fede – che nasce "sulla base stessa della fede, che ha proprio al suo interno il comprendere", come diceva Agostino, secondo il quale "se la fede non è pensata non è tale". "La scienza può purificare la religione dalla superstizione, e la religione può purificare la scienza dai suoi falsi assoluti", ha concluso Ravasi citando Giovanni Paolo II.