A circa un mese e mezzo dalla chiusura della Lambeth Conference (4 agosto) che per tutto il mese di luglio ha riunito a Canterbury i primati e vescovi anglicani di tutto il mondo, ritorna il dibattito (che ha fortemente diviso l’episcopato anglicano) sulle ordinazioni di vescovi dichiaratamente gay e sulle benedizioni di unioni omosessuali. A riaprire la questione è la Chiesa anglicana del Canada che in ottobre si riunirà nella "Casa dei vescovi" per discutere "come meglio rispondere" alla proposta (emersa al termine della Lambeth Conference) di una "moratoria" sulle benedizioni alle unioni omosessuali e sulla ordinazione di persone dichiaratamente gay all’episcopato. In un articolo apparso sull’"Anglican Journal" e riproposto dal servizio comunicazione della Comunione anglicana, si legge che l’arcivescovo Fred Hiltz, primate della Chiesa anglicana del Canada, ha chiesto un incontro con l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams ed ha fatto sapere che i vescovi canadesi "avranno una discussione molto seria su come essi intendono recepire la proposta della moratoria" in quanto "ci sono interpretazioni contraddittorie sul significato di moratoria, tra chi pensa che non ci debbano essere più benedizioni e chi invece la interpreta come retroattiva". I vescovi si interrogano anche sulla "durata" che dovrebbe avere questa moratoria.