La scuola riapre ma "c’è una questione che rimane irrisolta ed è quella della sua funzione educativa". Lo scrive, in occasione della riapertura delle scuole, mons. Giovanni Rinaldi, vescovo delegato per il settore Scuola della Conferenza episcopale campana (Cec). "Tanti che pure si scandalizzano davanti agli episodi di bullismo e che pure condividono la convinzione che i giovani sono minacciati dal nichilismo e da un vuoto di ideali osserva il presule – sembrano, poi, indifferenti al fatto che la nostra scuola non ha, da tempo, un orizzonte di valori condivisi da offrire a chi la frequenta". Anzi, prosegue, "spesso, appena si fa cenno a questo problema gridano al moralismo e alla libertà di ciascuno a pensarla come vuole, senza essere condizionato da nessuno". Eppure, sottolinea il vescovo, "l’educazione è un condizionamento diverso da quelli a cui, spietatamente, sono sottoposti i ragazzi da mode, mass-media, pubblicità e a cui nessuno si ribella". E "perché l’educazione è diversa? Perché essa, quando è seria, fornisce, insieme ai messaggi, gli strumenti critici per valutarne la validità". L’alternativa, per mons. Rinaldi, "è il vuoto". Perciò, "si promuova una nuova alleanza tra scuola e famiglie, se ne discuta pubblicamente e si indichino le vie per ricostruire l’orizzonte dei valori. Qui si gioca il futuro della scuola".